All’apparenza può sembrare una frase priva di contesto, ma se riferita all’ambito professionale delle Media Relations, è la domanda che più spesso ricorre da parte delle aziende, desiderose di essere continuamente, e pedissequamente, citate e argomentate sui principali quotidiani, ovviamente nazionali, meglio ancora se di natura economica finanziaria, e periodici generalisti di massa o di alto profilo.
Una domanda sicuramente lecita, e dovuta, soprattutto quando un’impresa ha dato incarico a consulenti esterni, come nel nostro caso di agenzia PR, di promuovere, o meglio dire, informare, i media delle proprie attività, iniziative e progetti, con l’ambizioso obiettivo di ottenere pubblicazioni free e non paid, come si dice in gergo.
Una domanda che ci interroga come professionisti e a cui ci troviamo a dover rispondere, tenendo sempre conto delle corrette e legittime aspettative del cliente, evidenziando le necessarie condizioni perché questi desiderata siano soddisfatti quali: l’effettiva notiziabilità di un contenuto fornito, che sottintende la non auto referenzialità, la pertinenza ai trend del momento, il reale e misurabile impatto sull’opinione pubblica, la disponibilità di dati, concreti e verificabili, a supporto dell’attendibilità di un testo.
Non basta, ed è erroneo, per quanto sia comprensibile perché immersi nel proprio operato o ruolo, ritenere che qualsiasi fatto o iniziativa sia di interesse comune e, quindi, pubblicabile. Occorre una seria consapevolezza e oggettiva analisi e valutazione delle effettive potenzialità del vissuto aziendale, cioè che le notizie che si desidera diffondere siano davvero tali da generare attenzione nei pubblici di riferimento, e, in alcuni casi di maggiore efficacia, provocare anche un voluto cambiamento.
Ecco che alla domanda posta dovrebbe corrispondere una riflessione onesta sul peso e valore dei contenuti forniti che, seppure ben interpretati da copy esperti, inviati nei tempi e modi corretti alle redazioni idonee, se non ai singoli giornalisti firmatari di articoli coerenti ai temi trattati, da parte di media relator professionali e dal profondo know how e abilità di relazione, non riescono a raggiungere quell’obiettivo importante, se non strategico, di visibilità mediatica.
Serve quindi un lavoro all’unisono, tra cliente e agenzia, in cui insieme, e nel rispetto di ciò che è di competenza di ognuno, individuare quei fatti che siano di reale appealing, per cui potenzialmente pubblicabili senza oneri sui media target, così da perseguire quella credibilità e autorevolezza presso gli stakeholder di interesse dell’impresa, e contribuire alla costruzione del suo capitale reputazionale, obiettivo prioritario e imprescindibile a cui siamo chiamati con il nostro quotidiano lavoro.
A cura di Anna Pelucchi, Head of PR in Soluzione Group
