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PR Talk con Emanuela Ratto, Responsabile Ufficio Stampa Corporate di Costa Edutainment

COSTA EDUTAINMENT

Costa Edutainment S.p.A. gestisce 12 strutture tra acquari, parchi tematici e musei, tra cui l’Acquario di Genova e Aquafan. Raggiunge più di 3 milioni di visitatori annui gestiti direttamente e oltre 13 milioni tramite partecipate. Conta circa 850 dipendenti e un fatturato di circa 79 milioni di euro (2024).

Tra gli asset strategici rientra C-WAY, tour operator che sviluppa esperienze di viaggio. È attiva in reti culturali e scientifiche, come il Festival della Scienza e Palazzo Ducale a Genova.

Il capitale sociale del gruppo fa riferimento alla famiglia Costa e al Gruppo DeA Capital, attraverso il Fondo Flexible Capital.

Costa Edutainment, associata all’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) dal 2022, nel percorso di crescita che ha intrapreso in circa trent’anni di attività, ha consolidato il suo impegno nella sostenibilità con l’obiettivo di produrre impatti positivi sociali ed ambientali nei territori in cui opera.

EMANUELA RATTO

Professionista con 25 anni di esperienza nella comunicazione e nelle Pubbliche Relazioni, ha maturato un percorso sia come consulente in realtà leader come Barabino & Partners, sia in ruoli di responsabilità aziendale. La formazione umanistica costituisce la base del suo approccio strategico. Oggi è Responsabile Ufficio Stampa Corporate presso Costa Edutainment e coordina la comunicazione integrata di un ampio portafoglio di strutture nazionali, gestendo media relation, crisis communication e collaborando alla definizione delle strategie digitali.

Ha guidato team multidisciplinari in progetti di rilievo nazionale, come l’inaugurazione del Padiglione Cetacei di Renzo Piano.

Orientata al problem solving e alla leadership, lavora per tradurre obiettivi strategici in piani d’azione efficaci, valorizzando l’identità dei diversi brand in contesti dinamici e in continua evoluzione.

PER COSTA EDUTAINMENT LE RELAZIONI RIMANGONO INSOSTITUIBILI ANCHE NELL’ERA DELL’AI

Non c’è tecnologia che possa farne le veci. Con i rapporti personali si costruisce la fiducia necessaria per farsi ascoltare

Quali sfide attendono le PR?

Stiamo vivendo in un mondo che procede sempre di più verso la tecnologia; l’AI sta cambiando le modalità di svolgere compiti e mansioni in tanti ambiti e anche la comunicazione ne è fortemente impattata. Io la considero una nuova rivoluzione industriale. A fronte di questo scenario, però, penso che la comunicazione debba stare molto attenta: le fake news rendono faticoso distinguere tra ciò che è reale e ciò che è fittizio, per quanto verosimile.

Nelle PR è una questione altrettanto delicata: per chi, in particolare come noi di Costa Edutainment, propone esperienze reali, le relazioni tradizionali che comportano la coltivazione del rapporto personale rimangono uno strumento fondamentale e insostituibile. I rapporti non sono qualcosa di statico, vanno curati, crescono nel tempo, fino a raggiungere una mappatura esaustiva del territorio che ti consente di muoverti con la maggior efficacia possibile.

È questo tipo di approccio che fa la differenza e che ti fa dare ascolto e credibilità, e che consente nuove sinergie per potenziali sviluppi di business.

È così nelle PR, ma anche nelle relazioni personali.

Come prevedete di affrontare queste sfide nella vostra azienda?

Combattiamo per le PR tradizionali. Ognuno di noi in azienda è abituato a pensare che deve pensare che il rapporto umano è un ambito a cui dedicare del tempo. Non significa escludere la tecnologia, ma questa non deve andare a scapito della vera relazione.

È una convinzione profonda, tanto che siamo un’azienda che fino ad oggi ha sempre avuto un ufficio stampa interno di 5 persone suddivise sui vari territori direttamente in loco. Gestiamo una mole di lavoro con una qualità che credo di poter dire elevata, difficilmente delegabile.

Lavorare direttamente sui territori con la cura nelle relazioni di cui parlavo consente anche di carpirne le notizie, trovare spazi adeguati ai contenuti che si vogliono trasmettere e gestire il ritorno generato in maniera strategica.

C’è un progetto o una campagna di PR della quale siete particolarmente orgogliosi?

Stiamo puntando molto sui progetti di conservazione e ricerca. Li trovo i più entusiasmanti: è una grande soddisfazione comunicare il lavoro condiviso da più eccellenze unite con uno scopo alto.

Uno dei più interessanti è stato il progetto dei cavallucci marini del Mar Piccolo di Taranto con l’Università di Bari, il Cnr di Palermo e il Comune di Taranto, svolto su 3 anni per favorire la riproduzione e il reinserimento in mare di questi animali in un’area strategica come nursery ma anche fortemente minacciata per cause di origine antropica. È stato a dir poco entusiasmante e ha lasciato un impatto molto tangibile a livello comunicativo: oggi siamo riconosciuti anche come una realtà di ricerca nazionale, non solo locale.

Molto bello è anche tutto il lavoro dell’ultimo biennio sulla gestione dei nidi di tartaruga marina in Liguria. Anche questo è un lavoro di squadra con diversi enti – Arpal, Università di Genova, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta oltre ad associazioni attive sul territorio, Comuni, Guardia Costiera – , che ha previsto un grande sforzo di sensibilizzazione del pubblico, dei bagnanti, delle scuole, l’interazione con i gestori degli stabilimenti balneari, insomma, un impegno corale che ci ha fatto capire quanto le persone abbiano bisogno di notizie positive e di quanto queste portino attivazione a beneficio di un patrimonio comune.

Siamo tutto questo: un’azienda che ha una molteplicità di stakeholder il cui bilanciamento è spesso complesso, ma di grande valore. E le Pr sono essenziali.

Quanto e in che modo il top management aziendale è coinvolto nelle strategie di PR?

I vertici sono molto attivi sulle PR territoriali tradizionali. L’azienda è di stampo famigliare, con un fortissimo attaccamento, anche se con meccanismi di delega importanti a fronte di una crescita rilevante ormai consolidata negli anni. Si condivide tanto, si pianifica insieme. Sono presenti nel rapporto con i giornalisti, soprattutto il presidente e i manager, ognuno per i territori di competenza, che sono dislocati tra Liguria, Toscana, Emilia Romagna e, dall’anno scorso, l’Abruzzo.

Come staff abbiamo diverse funzioni che si occupano delle declinazioni più squisitamente stampa, marketing e digital ma, pur nelle differenze delle attrazioni, i progetti sono sempre coordinati per tradurre i principi aziendali macro nel proprio specifico ambito.

Per riassumere, traduciamo anche nella comunicazione con le sue varie sfaccettature l’approccio edutainment che proponiamo ai visitatori: divertiamoci imparando!