Formare il CEO al confronto con i media, oltre ad essere imprescindibile, è strategico

Formare il CEO al confronto con i media, oltre ad essere imprescindibile, è strategico

Essere CEO di imprese pubblicamente riconosciute per autorevolezza, storicità e leadership di mercato richiede, oltre a competenza, responsabilità e abilità gestionale e manageriale, anche il possesso della necessaria padronanza nel momento in cui queste figure apicali si relazionano con i media, che siano carta stampata, radio o tv, nazionali o internazionali.

Un confronto non sempre dai risvolti positivi, in cui l’interlocutore del momento potrebbe porre domande “scomode” per ottenere informazioni ancora non rese pubbliche, oppure anteprime su future politiche aziendali in tema di assetto societario o investimenti di natura finanziaria, o quanto possa tradursi in un possibile “scoop”, obiettivo di qualsiasi giornalista.

Ora, partendo dal presupposto che quando la richiesta perviene da testate di ampio audience è consigliabile venga accolta e non declinata, e che l’addetto/ufficio stampa di riferimento abbia provveduto a raccogliere dati utili sullo stile editoriale e sull’intervistatore, consideriamo che le domande è probabile non siano anticipate, è fondamentale quindi la preparazione all’incontro one2one.

Ecco perché un’attività di consulenza in PR dovrebbe includere e prevedere un educational, se non un vero e proprio coaching, sotto la guida di un professionista esperto di media training, riservato al solo CEO, affinché questi possa dotarsi, al di là di possedere attitudini caratteriali o abilità comunicative proprie, di strumenti e metodi finalizzati ad acquisire la totale sicurezza e controllo dei diversi contesti in cui possa trovarsi, sia un’intervista che un dibattito o talk show.

Acquisire uno standing idoneo nel fornire risposte esaurienti e difficilmente contestabili diventa quindi, oltre che imprescindibile, strategico. Questo richiede sia una capacità di governo dei contenuti, sicuramente già ben chiari e noti che un sapiente utilizzo delle tecniche di comunicazione verbale e non verbale, utili a mantenere fermo il timone del confronto e guadagnarsi un positivo consenso.

Adottare il giusto tone of voice, intercalare le argomentazioni con parole chiave condivise e coerenti alla mission aziendale, indirizzare le risposte verso un obiettivo preciso, precedentemente fissato sulla base della tipologia di intervista, indipendentemente dalle domande poste, consente di ottenerne la massima redditività così da implementare notorietà e reputazione a beneficio, sia del CEO che della stessa impresa, presso tutti gli stakeholder.

A cura di Anna Pelucchi, Head of PR in Soluzione Group