PR Talk con Luca Petermaier, Responsabile comunicazione, relazioni esterne e corporate identity ITAS MUTUA

PR Talk con Luca Petermaier, Responsabile comunicazione, relazioni esterne e corporate identity ITAS MUTUA

ITAS MUTUA

ITAS Mutua è la compagnia assicurativa più antica d’Italia. Fondata nell’impero austriaco come mutua assicuratrice nel 1821, oggi mantiene la stessa forma giuridica e il suo quartier generale a Trento, ma è presente su tutto il territorio nazionale con oltre 5.000 tra agenti, sub agenti e collaboratori e con sedi anche a Milano e Genova. In tutto conta oltre 730 dipendenti.

Specializzata nelle coperture dei danni da incendio e altri elementi naturali, nonché nelle altre coperture dei rischi retail in ambito danni, è tra i leader di mercato nella vendita delle polizze di instant insurance e nella gestione dei rischi legati all’agricoltura, all’ambito previdenziale e del welfare più in generale.

LUCA PETERMAIER

Nato a Trento nel 1973, è laureato in Giurisprudenza. Da luglio 2021 è Responsabile della comunicazione, relazioni esterne e corporate identity del Gruppo ITAS Assicurazioni, dove coordina anche tutte le attività di marketing.

Il suo background è giornalistico: dal 2000 giornalista professionista, per 21 anni ha scritto di cronaca nera, cronaca giudiziaria, cronaca politica ed economia, prima di diventare capocronista e quindi vicecaporedattore nei giornali dell’ex gruppo Espresso-Gedi, oggi di proprietà di Sie spa.

ITAS MUTUA E L’IMPORTANZA DELLE RELAZIONI PER CHI GENERA VALORE

Luca Petermaier, responsabile PR: “Ogni azione è relazione, anche un singolo post sui social”

Quali sfide attendono le PR nel 2024, parlando in generale?

Parlare di PR oggi, per chi lavora nella comunicazione, significa parlare di tutto lo scibile umano. Qualsiasi cosa è PR: comunicati, conferenze, interviste, incontri esterni, eventi, anche un semplice post social di un singolo dipendente attinente all’ambito lavorativo lo è. Lo stesso vale, ad esempio, per gli incontri periodici con i 730 dipendenti che ciclicamente proponiamo. Sono tutti momenti di pubbliche relazioni.

È solo avendo chiaro questo concetto che si può pianificare una strategia di comunicazione efficace, con messaggi da trasmettere che siano coerenti, definiti e comprensibili.

Sono un giornalista e ho visto da vicino gli effetti dei cambiamenti in quest’ambito: una volta eravamo noi giornalisti a dare le notizie e a governarle, oggi invece circolano da sole e i media tradizionali sono una delle tante fonti da cui attingere. La conseguenza è che non esistono più confini nelle comunicazioni e nelle PR: digitali o umane che siano vanno presidiate in maniera molto precisa.

Ecco la sfida, dunque: gestire un contesto che è diventato nel tempo più complesso da affrontare, ma certamente anche più strategico e ricco di possibilità.

Come prevedete di affrontare queste sfide nella vostra azienda?

ITAS ha una particolarità: è una mutua, non una compagnia assicurativa come le altre. Significa che ciascun socio assicurato è proprietario di una piccola parte della Compagnia e non esistono singoli detentori di capitale come nelle spa: il valore economico non viene distribuito ai singoli, ma messo a frutto per consolidare il patrimonio, offrire prodotti e servizi innovativi e per generare valore sui territori di riferimento. Ecco perché le PR sono connaturate nel nostro dna: ci confrontiamo tutti i giorni con le persone, in Trentino Alto Adige, dove abbiamo il quartiere generale, e nel resto d’ Italia dove operiamo.

Le PR, quindi, sono lo strumento che ci permette di incorporare e assecondare questa nostra caratteristica: è noto che i brand con uno scopo valoriale molto chiaro non solo ottengono un migliore posizionamento di immagine, ma aumentano in modo sensibile i ricavi.

La capacità di comunicare è essenziale, soprattutto in un mondo, come quello assicurativo, che è ancora percepito come distante. Per farlo bene, però, è fondamentale anche ascoltare, aprirsi al dialogo con le persone e con i portatori di interesse, e in questo ITAS parte sicuramente in vantaggio.  ITAS coltiva relazioni genuine con tutti i suoi stakeholder, cercando di far capire loro che una corretta gestione dei rischi è sempre più indispensabile e l’Italia, che è un Paese decisamente sotto assicurato, sta scontando un gap molto forte rispetto alle altre nazioni.

Il mio lavoro è riuscire a far considerare l’assicurazione non come un fastidioso obbligo, ma come una preziosa alleata che può rendere più serena la quotidianità, e la nostra Compagnia come un luogo in cui trovare certo protezione, ma anche uno spazio di ascolto e relazione.

C’è un progetto/campagna di PR della quale siete particolarmente orgogliosi?

Racconto un’attività di PR e comunicazione molto innovativa, che ha vinto l’Insurance Communication Gran Prix nell’ambito dei rapporti con il Terzo Settore. Nelle tante relazioni che in quanto mutua abbiamo stabilito con il territorio, ci siamo resi conto che le realtà dell’economia sociale presentano un fortissimo gap di competenze: svolgono un’attività fondamentale per la collettività, adempiendo appieno al principio di sussidiarietà nei rapporti con lo Stato, ma spesso sono gestite da volontari mossi sì da tanta passione, ma sovente con scarsa preparazione professionale.

Abbiamo quindi creato “ITAS Academy”, una piattaforma digitale che serve a colmare queste competenze. Come? L’abbiamo riempita di contenuti utili, fruibili gratuitamente, come webinar, podcast, video corsi su temi come la rendicontazione, il marketing, le normative vigenti e tanti argomenti anche legati al mondo delle PR. Abbiamo anche regalato un corso sull’uso consapevole dell’AI a cui hanno partecipato più di 700 enti da tutta l’Italia. Un successo.

Perché proprio il Terzo Settore? Perché anche ITAS, in quanto mutua, fa parte a tutti gli effetti dell’universo dell’economia sociale e non di quella capitalistica che punta soltanto a massimizzare i profitti. Offrire un servizio e metterlo a disposizione di tutti è un segno della nostra responsabilità sociale d’impresa.

Quanto e in che modo il top management aziendale è coinvolto nelle strategie di PR aziendali?

Organizziamo tanti eventi e incontri sui territori con tutti gli stakeholder e i top manager sono ben ingaggiati. In quanto mutua facciamo delle relazioni personali un elemento centrale e distintivo. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che l’Ivass, l’Istituto che vigila sulle assicurazioni, ci ha di recente collocati tra le eccellenze in Italia nella gestione dei reclami.

Il top management è molto presente anche nel rapporto con la nostra rete agenziale: sono loro i nostri ambasciatori. Per quanto riguarda i social abbiamo linee guida generali, ma non una vera e propria policy di utilizzo. Al momento rimandiamo alla sensibilità del singolo, ma certamente è un elemento interessante da sviluppare e monitorare.

L’Ufficio Stampa? Lo gestiamo tutto all’interno e come giornalista ci tengo molto, anche se ritengo che la stampa tradizionale – pur ancora molto importante per il posizionamento del brand – abbia oggi indebolito la propria capacità di condizionare le scelte dei lettori: semmai le avvalora, ma non ne è più l’origine come un tempo.