Instagram, gli step per un piano editoriale efficace

Instagram, gli step per un piano editoriale efficace

Pubblicare contenuti social e fare un piano editoriale sono due attività molto, molto diverse.

Perché, se postare qualcosa lo possono fare più o meno tutti, impostare una strategia che permetta di raggiungere dei concreti obiettivi di business è tutta un’altra storia.

Di fatto il post in sé è solo la punta dell’iceberg di un lavoro che viene fatto “sotto” e che richiede professionalità, analisi e pianificazione, insomma… gestire un account Instagram e pubblicare stories e reel non significa necessariamente fare Social Media Marketing.

Uno degli elementi principali di una strategia di SMM che si rispetti è proprio il piano editoriale, da non confondere con il calendario editoriale.

Cosa si intende per piano editoriale?

Il piano editoriale (abbreviato come PED) non rappresenta solo il numero di post da pubblicare e quando pubblicarli, ma la progettazione di una serie di contenuti volti a raggiungere specifici obiettivi passando per ciò che rappresenta l’anima dei social network, ovvero il coinvolgimento.

Se il post non incuriosisce, emoziona, interessa o informa, difficilmente le persone saranno disposte a fruirlo e, a loro volta, gli algoritmi che governano la distribuzione dei contenuti difficilmente saranno disposti a dar loro maggior visibilità… come possiamo rendere i social risorse di business a queste condizioni?

Ecco perché è imperativo creare un piano strategico, lasciando il meno possibile al caso.

Generalmente il Piano Editoriale viene stilato dopo aver fatto un’analisi della situazione di partenza e aver definito quali sono i nostri obiettivi primari di business, per esempio farci conoscere, creare interesse e desiderio nei confronti dei nostri prodotti/servizi, mantenere i clienti acquisiti, stimolare l’acquisto.

Già, ma da dove cominciare?

In questo articolo vediamo insieme quali sono gli step principali per creare un piano editoriale su Instagram efficace e mirato.

1. Su cosa possiamo e dobbiamo puntare? Analisi e raccolta risorse

Prima di tutto dobbiamo aver ben chiaro non solo cosa ci rende unici e che quindi deve rappresentare il focus della narrazione, ma anche quali sono le risorse che abbiamo a disposizione.

Qual è la nostra Unique Value Proposition?

Cosa ci caratterizza rispetto ai concorrenti?

Quali sono i punti di forza che vogliamo mettere in rilevo?

Quali le caratteristiche che i clienti sembrano apprezzare di più?

Se dobbiamo creare un piano editoriale per un brand di abbigliamento di alta qualità con una grande attenzione a tematiche quali l’inclusività sociale e l’impatto ambientale, allora sarà fondamentale dare spazio ed evidenza ai processi produttivi, ma anche alle attività che vengono svolte all’interno e all’esterno per favorire l’inclusione e a ciò che si fa quotidianamente per ridurre, nel concreto, l’impatto sull’ambiente.

E che dire delle risorse?

Per dimensioni, settore e caratteristiche differenti, ogni brand può attingere a risorse differenti di cui è molto importante tener conto al momento della creazione dei PED: in alcuni casi si potrà fare affidamento su un team o un front man/front woman disposti a metterci la faccia nei contenuti (che è la fortuna più grande che un’azienda possa avere, visto l’importanza che “il volto umano” ha nell’efficacia dei messaggi, specialmente social!), in altri su un budget consistente che permette investimenti in videomaking, editing e altre attività, in altri ancora su competenze interne che snelliscono i processi e favoriscono la creazione di determinati contenuti (es. la figura interna smart e “social” che permette di riconoscere i trend e cavalcarli in modo efficace e coordinato).

Stilare in primis i nostri punti di forza da valorizzare e le risorse a disposizione ci permette di avere sott’occhio tutti gli ingredienti con i quali andare a comporre il nostro piano editoriale.

2. Chi è la nostra Target Persona e a cosa è interessata? Definizione delle rubriche

Solo avendo ben chiaro chi è la/e Target Persona che vogliamo raggiungere e coinvolgere possiamo definire quali contenuti produrre.

Oltre alle caratteristiche demografiche, quali sono gli interessi, desideri, bisogni dell’individuo tipo che vogliamo intercettare?

Come posso tradurle in contenuti di valore?

Mettendo insieme le risorse che ho a disposizione, i punti di forza del brand e le caratteristiche della target persona posso andare a stabilire quali rubriche, ovvero tematiche, testare nel mio PED.

Se per esempio rappresento un’azienda che vende software di fatturazione primariamente per freelance o piccole imprese, ho un CEO che ben si presta ai contenuti video e so che restare aggiornati sulle normative e le scadenze risponde a uno dei loro bisogni principali, probabilmente penserò a una rubrica, in formato reel informativo e/o carosello, che possa dar loro queste informazioni, aumentando l’autorevolezza del mio brand e il percepito positivo nei confronti dello stesso, valorizzando naturalmente la figura del CEO.

A questo punto vado quindi a definire una serie di rubriche tematiche che potrei andare a sviluppare, direi almeno 3/4 per partire.

3. Quanto pubblicare? Come? Il calendario editoriale e i formati

Naturalmente, tutto dipende dal settore, dalle risorse e dal budget a disposizione.

Con piccoli budget e poche risorse meglio pubblicare meno contenuti, ma di maggior valore, che tanti contenuti per lo più tappabuchi che rischiano di far crollare l’interesse delle persone – e quindi degli algoritmi – nei nostri confronti.

A mio avviso una buona frequenza di pubblicazione che può accontentare un po’ tutti – che è poi quella consigliata dallo stesso Mosseri, Head of Instagram – è 2-3 post a settimana e 2 stories al giorno.

Dobbiamo naturalmente scegliere su quali formati puntare, contando che al momento quelli che mediamente hanno maggiore copertura e tasso di interazione sono caroselli e reel (mi raccomando, fai i tuoi test!) e che le Stories, per essere davvero coinvolgenti, necessitano di sticker, quindi elementi interattivi, dietro le quinte e contenuti il più possibile non patinati e genuini.

4. Testa, analizza, ri-testa e reitera

Nessuno sa quale rubrica funziona meglio per il tuo brand, né quale orario, giorno o formato, sarai tu a scoprirlo facendo dei test.

Periodicamente alla luce del rilascio di nuovi formati, ricerche e funzionalità ti consigli di fare nuovi test, avendo cura di analizzare periodicamente i risultati, implementare ciò che funziona e tagliare i rami secchi, ovvero le rubriche o i formati che non funzionano o non funzionano più come prima.

È un processo continuo così come è continuo il rinnovamento dei social media che, seguendo le mode del momento, introducono nuovi tool ed elementi.

 

Questi sono gli step principali di un buon Piano Editoriale su Instagram, qualcosa di davvero strategico e ponderato. Fammi sapere se ti sono stati utili!

A cura di Veronica Gentili, Social Media Marketing Expert, consulente, docente, speaker e creator