CPR Magazine di Soluzione Group - L’influencer 2.0: come un content creator può diventare una figura influente

L’influencer 2.0: come un content creator può diventare una figura influente

Sono anni ormai che l’influencer marketing ha rivoluzionato il modo in cui i brand promuovono e raccontano i loro prodotti, gli eventi e loro stessi grazie a un punto di vista inedito sul panorama digitale. Il contenuto creativo si è fatto strada, prima mettendosi di fianco al tradizionale messaggio pubblicitario, poi superandolo, per numeri, apprezzamenti e talvolta ROI.

Autenticità e contenuti

Gli utenti di oggi sono più stanchi e assuefatti ai tradizionali messaggi di marca, eccessivamente promozionali. Cercano, piuttosto, autenticità e relazioni 1to1, alla pari. Ed è così che gli influencer sono passati dall’essere semplici figure con grandi numeri sui social a personalità in grado di influenzare, lanciare trend, esercitare un ruolo che indirizza i pareri, i gusti, le tendenze e le scelte (d’acquisto ma non solo). Citando i dati dell’Osservatorio Italiano Influencer Marketing, il 78% degli utenti preferisce seguire influencer che pubblicano contenuti genuini e trasparenti, piuttosto che pubblicità troppo patinate e artificiali costruite dai brand.

La creator economy

Viviamo nella creator economy, in cui il ruolo principale è giocato proprio dai content creator, veri artigiani dell’era digitale in corso. Ma se è vero che tutti gli influencer sono content creator è altrettanto vero che non tutti i content creator sono influencer. Se il contenuto è il re, bisogna ammettere però che serve un regno, una platea che di questi contenuti possa giovare.

Dai long video su Youtube ai TikTok, passando per Instagram e Facebook o anche podcast, newsletter, blog, stream e altri formati, catturare l’attenzione del pubblico è una sfida che si gioca sul territorio della creatività. Carisma e autenticità sono ulteriori fattori determinanti per costruire una fan base solida. Il potere dell’influenza digitale ha il vantaggio di essere tracciabile e misurabile, molto più che in passato. Se si parla di influencer marketing all’interno di un’azienda, allora inevitabilmente si parlerà anche di budget, tracciabilità, costruzione di un messaggio, awareness e ritorno dell’investimento.

Come un content creator può diventare influencer?

Oltre a creare contenuti di qualità, è essenziale costruire una brand identity forte e di facile riconoscibilità. Questo comporta anche strutturare un tone of voice e un’atmosfera visiva capaci di trasmettere valori ed elementi di caratterizzazione verso il proprio pubblico. Un influencer di successo ha sempre una narrazione coesa, in cui una community si può rispecchiare e a cui può sentirsi libera di partecipare.

Stando alle statistiche dell’Osservatorio Italiano Influencer Marketing, il 62% degli utenti segue un influencer proprio perché si identifica con i suoi valori e i suoi interessi. Ed è proprio sul processo di costruzione (di sé) e di identificazione (che ha un pubblico) che si annida il segreto su come un content creator può diventare influente. Non è tanto trovare un argomento che possa attirare e avvicinare persone, quanto trovare una modalità comunicativa che caratterizzi un contenuto e che abbia i connotati per essere coinvolgente e attinente all’attenzione che un pubblico può voler concedere.

L’evoluzione: l’influencer 2.0

Se oggi si parla anche di “influencer 2.0” è perché queste figure si sono naturalmente evolute, vivendo una trasformazione significativa che ne ha accresciuto il loro ruolo all’interno della società delle comunicazioni. Gli influencer 2.0 rappresentano una nuova generazione di creator che va oltre la mera promozione di prodotti o servizi. Sono narratori esperti (alcuni anche “seriali”), capaci di condividere storie crossmediali, padroneggiando diverse piattaforme social e di streaming, raggiungendo un’audience sempre più ampia e
trasversale.
Sensibilizzano su questioni sociali, ambientali e politiche, difendono cause importanti, prendono posizione, si schierano e affrontano argomentazioni totalizzanti. Organizzano gruppi, come piccole tribù, in cui condividere contenuti inediti, anche con meno editing, ma con una grande efficacia in termini di saldamento del legame con il pubblico.
Ad accelerare questo processo ci sono anche le nuove funzioni di monetizzazione delle piattaforme, che ormai praticamente in blocco consentono diverse formule di abbonamento, una sorta di pay per enjoy. Garantire continuità e qualità nel processo creativo diventa imprescindibile per chi vuole abbracciare questa professione.

 

A cura di Camilla Bellini,  Designer, Design Blogger e Influencer