PR Talk con Federica Veneziani, Brand & Communications Manager VERISURE

PR Talk con Federica Veneziani, Brand & Communications Manager VERISURE

VERISURE

Verisure è il Gruppo numero uno in Italia e in Europa nel settore dei Sistemi di Allarme collegati a Centrale Operativa 24h/24. Con oltre 35 anni d’esperienza e un team di 26.000 collaboratori nel mondo, è pioniera nell’innovazione tecnologica per la sicurezza domestica.

Verisure protegge oltre 5 milioni di clienti in 17 Paesi d’Europa e America Latina. In Italia, è presente dal 2013 con la propria Centrale Operativa monitorata da Guardie Particolari Giurate interne. Oggi, Verisure Italia protegge oltre 280.000 clienti grazie a un team di quasi 2.500 colleghi.

FEDERICA VENEZIANI

Nata a Trani nel 1984, nel 2010 ha conseguito la Laurea specialistica in Studi storici, teorici e critici sul cinema e gli audiovisivi presso l’Università Di Roma3. Nel 2015, entra a far parte di Verisure Italia come Digital & Communications Specialist e nel 2021 le viene affidato l’incarico di Brand & Communications Manager con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il marchio di riferimento per il settore della sicurezza in Italia. Crede nell’importanza di avvicinare e coinvolgere le persone al brand attraverso lo storytelling, un racconto sincero dell’identità di un’azienda e dei propri valori.

PERSONALIZZAZIONE, EMPATIA E FIDUCIA: LE PAROLE CHIAVE PER LE PR DI VERISURE

Un esempio di brand awareness dell’azienda: il comarketing con Mission Impossible, in cui l’esperto di sicurezza diventa un eroe alla Ethan Hunt

Quali sfide attendono le PR nel 2024, parlando in generale?

Stiamo vivendo in un’epoca caratterizzata da totale incertezza, quindi le persone hanno bisogno di relazioni umane autentiche e di condividere la stessa visione.

Le persone hanno bisogno di autenticità di informazioni, relazioni umane e condivisione di una stessa visione e valori. La confusione aumenta per il fatto che siamo bombardati da tantissime informazioni, anche da fake news, quindi, la sfida più grande oggi per un brand è la personalizzazione della comunicazione, perché si distingua per qualità e che dia fiducia. In questo senso, bisogna pensarla con diversi story angle: deve avere un lato più umano ed emotivo e deve fornire le nozioni di cui il pubblico ha bisogno, ovviamente attraverso i canali che le persone utilizzano, che sono tanti e differenziati.

Per pianificare al meglio, gli strumenti di analisi devono essere al centro del nostro agire, ma non si deve dimenticare la qualità del contenuto e della scrittura, così come il valore umano che trasmettono. Lo stesso Google premia la buona qualità dei contenuti e la capacità di rispondere agli intenti di ricerca delle persone.

Come prevedete di affrontare queste sfide nella vostra azienda?

Il valore umano fa parte di noi da sempre. Il nostro lavoro è di per sé cura: siamo persone che proteggono persone. Lo facciamo da 10 anni in Italia, un paese in cui desideriamo offrire un contributo anche in termini scientifici. Come? Investendo sull’analisi della sicurezza percepita, tanto da essere diventati un punto di riferimento del settore.

Nel 2022, abbiamo avviato l’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa che curiamo insieme al Censis e che ci ha permesso di raccogliere dati significativi sulla sicurezza domestica e di utilizzare queste informazioni per sensibilizzare le istituzioni, i giornalisti e il pubblico sul tema, oltre che comprenderne meglio le esigenze e le abitudini e ideare soluzioni sempre più efficaci.

Le PR, per Verisure, oggi significano anche questo: hanno una funzione pubblica e un valore istituzionale importante. Vogliamo avere un’utilità per la comunità. Per questo, a novembre uscirà la seconda edizione del nostro Osservatorio.

C’è un progetto/campagna di PR della quale siete particolarmente orgogliosi?

Ce ne sono tanti, ma vorrei raccontare una bella sfida, molto divertente, che ho avuto il piacere di seguire io stessa, sia in veste di professionista del marketing, sia in quella di grande appassionata di cinema. Verisure ha legato il suo nome all’ultimo film di Mission Impossible.

Lo abbiamo scelto perché è stato girato in Italia e la presentazione è avvenuta a Roma, dove abbiamo la sede. Abbiamo studiato una campagna omnichannel con un claim “Avere una casa protetta non è una missione impossibile” i cui risultati, in termini di brand awareness, sono stati ottimi. Ogni passaggio è stato condiviso con gli interlocutori ufficiali del film, con la definizione di spot ad hoc in cui si vede il nostro esperto che installa i nostri impianti di sicurezza come l’eroe Ethan Hunt. Un’operazione di comarketing puro, partita dal momento in cui il film è stato annunciato prima della messa in onda.

Ci faccia sognare: il prossimo film?

Stiamo facendo un’analisi specifica per individuare affinità di brand con altre produzioni e capire se rimanere su film internazionali oppure optare per qualcosa di locale.

Quanto e in che modo il top management aziendale è coinvolto nelle strategie di PR aziendali?

In Italia, il mio team di PR e Comunicazione lavora a stretto contatto con il top management perché la strategia deve essere sempre avvallata e condivisa. Sono i dirigenti i portavoce dei valori del brand e devono non solo essere a conoscenza di tutto, ma sentirlo e approvarlo.

Scegliamo le persone più adatte come portavoce in base agli argomenti e ai contesti; da parte loro c’è totale disponibilità. Alcuni di loro sono stati riconosciuti nei ranking Forbes Italia.

Lavoriamo sulla rappresentanza del top management anche su LinkedIn: ci stiamo attrezzando per avviare una strategia di personal branding, tanto che a breve avremo un corso dedicato a questo. Stiamo andando in questa direzione, ma sappiamo che va gestita da esperti perché è un’arma a doppio taglio. In generale abbiamo già stabilito una social policy per tutto il personale, che aiuta a capire cosa postare o condividere e cosa no.